Tourismo

“Volevo che la cucina ucraina fosse conosciuta nel centro di Roma”: il ristoratore Mykola Oleksiv sui ristoranti ANASTASIA, il borsch e il sogno italiano


Il ristoratore ucraino Микола Олексів continua a sviluppare il brand di ristoranti ucraini «ANASTASIA» a Roma, vicino al Colosseo, promuovendo la cucina ucraina allestero. In questa intervista esclusiva racconta perché gli italiani si stanno innamorando del borsch e dei deruny, come è nato il sogno di aprire un ristorante ucraino a Roma e perché oggi i ristoranti ucraini allestero rappresentano molto più di un semplice business.

— Mykola, perché proprio Roma? Perché hai deciso di promuovere qui la cucina ucraina?

Onestamente, era un sogno che avevo da tantissimi anni. Ricordo ancora la prima volta che sono arrivato a Roma: l’atmosfera della città mi ha colpito così tanto che ho pensato che un giorno qui dovesse esserci un ristorante ucraino. All’epoca sembrava quasi impossibile, ma quell’idea è rimasta con me per anni.

Per me Roma non è soltanto una città turistica. È il centro della cultura mondiale, della storia e della gastronomia. Volevo che anche la cucina ucraina avesse il suo posto qui. Volevo che i turisti, dopo aver mangiato pasta o pizza, potessero assaggiare il borsch o i varenyky e capire quanto la nostra cucina sia ricca e autentica.

Volevo che la cucina ucraina fosse rappresentata non in un luogo nascosto “solo per ucraini”, ma proprio nel centro di Roma, dove persone da tutto il mondo potessero scoprirla.

— È stato difficile promuovere la cucina ucraina in Italia, un Paese con una cultura gastronomica così forte?

Certo, è una sfida. L’Italia è un Paese estremamente gastronomico e qui le persone capiscono davvero i prodotti, i sapori e la presentazione dei piatti. Ma è proprio questo che rende tutto ancora più interessante.

Ho capito una cosa molto importante: quando fai le cose con qualità e sincerità, le persone lo percepiscono subito. Noi non cerchiamo di trasformare la cucina ucraina per adattarla agli italiani. La manteniamo autentica, ma con una presentazione moderna ed elegante.

Le reazioni degli stranieri continuano ancora oggi a sorprendermi. Il borsch provoca sempre le emozioni più forti, perché nessuno si aspetta che una zuppa possa avere un gusto così intenso e allo stesso tempo così familiare e “di casa”.

— Quali piatti ucraini sono diventati i preferiti degli ospiti?

Onestamente, i piatti più amati restano sempre gli stessi: borsch, deruny e cotoletta alla Kyiv. Questa combinazione funziona sempre.

I deruny sono stati una vera scoperta per molti italiani. Amano le patate, ma non avevano mai assaggiato qualcosa del genere. Anche la cotoletta alla Kyiv è molto apprezzata: per gli europei ha qualcosa di familiare grazie alla crosta croccante e alla consistenza succosa, ma allo stesso tempo resta un piatto unico.

Anche i varenyky e gli involtini di cavolo ripieni sono molto richiesti. I turisti spesso vengono in gruppo e ordinano diversi piatti insieme per conoscere meglio la cucina ucraina.

Uno dei momenti che preferisco è vedere le persone assaggiare i deruny per la prima volta e chiedere sinceramente come mai non li abbiano mai provati prima.

— C’è differenza tra gli ospiti ucraini e quelli stranieri?

Sì, ed è molto interessante osservarlo. Per gli ucraini questi piatti rappresentano emozioni, casa, ricordi d’infanzia e tradizioni familiari. Soprattutto oggi, durante la guerra, il cibo ha un significato ancora più profondo.

Molti ucraini ci dicono che il borsch o i varenyky li fanno sentire di nuovo vicini a casa.

Per gli stranieri, invece, è un’esperienza completamente nuova. Sono molto curiosi, fanno tante domande, vogliono conoscere la storia dei piatti, gli ingredienti e le tradizioni legate alla cucina ucraina.

Gli italiani sono persone molto emotive. Se un piatto piace davvero, lo mostrano immediatamente, e questa energia ci motiva tantissimo.

— Quanto è importante oggi aprire ristoranti ucraini all’estero?

Oggi non si tratta più soltanto di business. Si tratta dell’Ucraina.

Attraverso il cibo, le persone scoprono la nostra cultura. Molto spesso gli stranieri iniziano a interessarsi all’Ucraina proprio dopo aver assaggiato la nostra cucina o conosciuto gli ucraini all’estero.

Credo che ogni ristorante ucraino fuori dal Paese sia diventato una piccola rappresentanza culturale dell’Ucraina.

E quando qualcuno, dopo cena, dice di voler visitare l’Ucraina dopo la guerra, per me significa davvero tantissimo.

— Qual è la parte più emozionante di questo lavoro per te?

Probabilmente le reazioni delle persone. Vedere emozioni sincere negli ospiti è una motivazione enorme.

A volte i turisti fotografano i piatti, registrano video, chiedono le ricette oppure tornano una seconda volta con amici. Alcuni ucraini all’estero si emozionano persino assaggiando sapori familiari dopo tanto tempo lontano da casa.

Ed è proprio in quei momenti che capisci che il cibo è molto più di semplice cibo.

Vorrei che la cucina ucraina nel mondo fosse associata non solo alla tradizione, ma anche alla qualità, allo stile e alla modernità.

https://anastasiaristorante.com/

https://www.instagram.com/ristorante.anastasia

Strada Provinciale Ripuaria, 69, 80019 Qualiano NA